CT 89
Lo scopo di questa comunicazione è cercare di migliorare la co-operazione ed agevolare i lavori tra Comitati Tecnici di prodotto ed orizzontali, assicurare la coerenza tra le pubblicazioni, riabituare gli utilizzatori (prevalentemente nel settore industriale) delle nostre pubblicazioni ai servizi per cui il CT 89 è riconosciuto avere un’esperienza specialistica all’interno di tutti gli aspetti legati all’incendio.
Per avere una Norma veramente valida, questa deve essere inclusa in un contesto globale coerente. Il settore industriale utilizza le Norme come aiuto per produrre nuovi prodotti e servizi; le Norme permettono all’industria di risparmiare tempo e soldi, aumentandone di fatto l’efficienza. Il lavoro normativo ha ovviamente anche altri scopi, ma il maggiore utilizzo è legato al settore industriale.
I documenti dei Comitati Orizzontali possono coprire differenti soggetti ed essere applicabili ad un gran numero di comitati di prodotto. Generalmente essi trattano di principi fondamentali, linee guida, concetti, terminologia o caratteristiche tecniche che sono attinenti ad un vasto numero di Comitati Tecnici.
Lo scopo di una pubblicazione di un Comitato orizzontale è quello di assicurare la consistenza/coerenza delle pubblicazioni in aree comuni ad un vasto numero di Comitati evitando duplicazioni di lavoro e requisiti contraddittori.
Ad esempio la sicurezza è un principio fondamentale e le pubblicazioni che ad essa attingono sono per questo motivo di natura orizzontale.
Sistemi e dispositivi elettronici ed elettrici costruiti in base a Norme possono avere rischi intrinseci, dovuti dalla presenza di corrente elettrica che fluisce in essi. La sicurezza è quindi parte integrante nella normativa dei prodotti.
Alcune pubblicazioni si applicano ad interi aspetti della sicurezza coprendo diversi prodotti, e questa categoria è nota come Basic Safety Publications, ad es. ogni pubblicazione inerente alle prove al fuoco.
Gli incendi sono responsabili di apportare pericoli per la vita umana o per le proprietà come conseguenza della generazione di calore (thermal hazard), effluenti tossici, corrosivi e fumo (non-thermal hazard). Il pericolo di incendio aumenta con l’estensione dell’area o del manufatto interessata dalla combustione che, in alcuni casi, può evolvere sfociando nell’incendio pienamente sviluppato (flash-over). Questo è un tipico scenario nel settore delle costruzioni.
Il metodo migliore per provare prodotti elettrotecnici con riferimento al pericolo di incendio è quello di riprodurre esattamente le condizioni reali. In molti casi ciò non è possibile. Conseguentemente, per ragioni pratiche, le prove al fuoco sui prodotti elettrotecnici vengono condotte in condizioni il più vicino possibile alle condizioni che si incontrano nella realtà.
Le prove al fuoco eseguite sui prodotti finali sono da preferirsi; tuttavia sottosistemi, componenti o parti di un sistema possono essere, in taluni casi, sempre per ragioni pratiche, utilizzati per questo scopo.
Gli Enti regolatori (ad esempio i Vigili del Fuoco) e Normatori nazionali danno molta importanza alla possibilità odierna di dimostrare che le condizioni di prova (the fire model), definite nei metodi di prova normalizzati, siano rilevanti e consentano di replicare/simulare un particolare stadio di incendio.
Negli ultimi anni ci sono stati grandi passi avanti nell’analisi degli incendi e in sede ISO è stata pubblicata una classificazione generale degli stadi dell’incendio (vedi Tabella 1 della Norma ISO/TR 9122-1).
Le condizioni di prova in laboratorio, definite di piccola scala, possono essere derivate dalla tabella in modo da corrispondere il più possibile alle prove su larga scala o scala reale.
Tuttavia gli incendi implicano fenomeni fisico-chimici complessi ed interconnessi, di conseguenza risulta difficile simulare tutti gli aspetti di un incendio in una prova di laboratorio. Il problema della validità del modello dell’incendio è e rimane forse uno dei problemi tecnici più complessi associati alle prove al fuoco.
Dopo l’innesco, il fuoco si sviluppa in modi diversi a seconda delle condizioni ambientali, delle strutture e partizioni edili dalla composizione chimica dei materiali combustibili.
Tuttavia, un percorso generale può essere stabilito all’interno di un compartimento o di una stanza, per la curva (temperature-time) che mostra una evoluzione a 3 stadi più uno stadio di decadimento (vedi Figura 1).
Tabella 1 |
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Figura 1 |
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1° Stadio (non-flaming decomposition) è lo stadio dell’incendio precedente alla presenza di fiamma sostenuta, con poco rialzo della temperatura rispetto a quella dell’ambiente. La produzione di fumo ed effluenti tossici sono il pericolo preponderante durante questo stadio.
2° Stadio (developing fire) comincia con l’innesco e finisce con l’aumento esponenziale della temperatura dell’ambiente circostante. La propagazione della fiamma ed il rilascio di calore, oltre che la produzione di fumo e gli effluenti tossici sono i pericoli maggiori durante questo stadio.
3° Stadio (fully developed fire) inizia quando la superficie di tutti i materiali combustibili presenti nell’ambiente si è decomposta in maniera tale che un innesco improvviso accade nell’ambiente con un rapido e grosso incremento della temperatura (flashover).
Dopo il 3° Stadio, il combustibile e/o l’ossigeno si sono praticamente consumati del tutto e quindi la temperatura decresce con una velocità che dipende dalla ventilazione e dalle caratteristiche di trasferimento della massa e del calore del sistema considerato. Questo stadio è definito stadio finale o di decadimento.
Per ognuno di questi stadi, può formarsi una miscela di diversi prodotti di decomposizione; questo, ad esempio, influenzerà la tossicità degli effluenti gassosi prodotti durante quello specifico stadio.
All’interno di questo panorama, il Comitato Tecnico 891 è il Comitato orizzontale con le funzioni pilota in termini di sicurezza cui è stato dato mandato di scrivere le Norme guida riguardanti gli aspetti fondamentali legati all’incendio.
1Il CT 89 sviluppa Norme di sicurezza e metodi di prova legati alle prove al fuoco per altri Comitati di prodotto quali :
- CT 14 Trasformatori di potenza,
- CT 20 Cavi,
- CT 34 Apparecchi di illuminazione,
CT 59/61 Apparecchi utilizzatori
Le prove messe a punto dal CT 89 sono classificate in relazione al problema affrontato (vedi Annex A) :
- 60695-1-1Valutazione del Pericolo da Incendio (FHA) - Ingegneria per la Sicurezza da Incendio (FSE) - Terminologia
- 60695-2-Glow / Hot wire
- 60695-5-Corrosione
- 60695-6-Fumo
- 60695-7-Tossicità
- 60695-10-Ball Pressure Test & Abnormal heat
- 60695-11-Fiamme di prova
Scopo del CT 89 è di elaborare Norme, Specifiche e Rapporti tecnici relativi a :
- valutazione del rischio da incendio, ingegneria della sicurezza all’incendio e terminologia legate ai prodotti elettrotecnici,
- misure sugli effluenti gassosi, ad es. fumo, corrosività, gas tossici e calore anormale, e revisione dello stato dell’arte dei modelli di prova attuali relativi ai prodotti elettrotecnici.
Recentemente il TC 89 IEC ha cambiato la sua struttura per meglio relazionarsi alle richieste dei Comitati Tecnici di prodotto:

Negli ultimi 10 anni il TC 89 IEC ha visto miglioramenti fondamentali sia nella predisposizione di metodi di prova che di Guide generali. Ogni metodo di prova è stato profondamente rianalizzato e migliorato, ove necessario, per ottenere una maggiore ripetibilità e riproducibilità. Questo è stato, in parte, ottenuto in cooperazione con ISO (International Standard Organization)/TC 92 e ISO/TC 61 ed anche CTL (Committee of Testing Laboratories).
Il TC 89 IEC ha prodotto un numero elevato di Norme, Specifiche Tecniche e Rapporti Tecnici adatti ad essere utilizzati dai Comitati di prodotto per aggiornare, nelle loro normative, i requisiti legati al miglioramento della sicurezza dei prodotti, nei confronti dei rischi di incendio ed introducendo metodi per la misura di alcune caratteristiche di reazione al fuoco dei prodotti ad es. heat release, production of smoke, ecc che in alcuni paesi (UK, SWE, etc..) vengono richiesti in sede progettuale.
Questi dati forniscono ai progettisti ed alle Autorità demandate alla verifica della sicurezza, elementi per valutare gli scenari di incendio nei diversi ambienti in cui i prodotti elettrici sono installati/usati, in vista dell’adozione di corrette misure per prevenire incendi o ridurre i rischi conseguenti.
I requisiti contenuti in diverse Norme di prodotto IEC attualmente in uso sono state introdotte da Norme del TC 89 edite prima del 1988-1990 ed i Comitati relativi dovrebbero essere incoraggiati ad aggiornare/completare queste Norme tenendo in debito conto le più recenti pubblicazioni del TC 89, che includono conoscenze aggiornate nell’ultima decade sulla tecnica della sicurezza nell’incendio (FSE).
Inoltre la Guida 108 IEC “The relationship between technical committees with horizontal functions and product committees and the use of basic publications”, e la Circolare Amministrativa IEC 29/AC “IEC Communications Network” del 2 luglio 2004 raccomandano l’uso, da parte dei Comitati Tecnici, delle pubblicazioni guida con l’intento di contribuire alla coerenza dei requisiti, evitare sovrapposizione e duplicazione dei lavori.
L’uso delle normative di base relative al Comitato di prodotto è un requisito per:
- assicurare la consistenza delle pubblicazioni IEC in aree comuni ad un numero elevato di Comitati tecnici, per evitare duplicazioni e requisiti contraddittori;
- migliorare la coerenza del sistema di pubblicazioni IEC;
- migliorare la mutua comprensione tra gli esperti di diverse discipline tecniche.
La conoscenza e la comprensione delle normative di base da parte dei Comitati di prodotto si ottiene al meglio fornendo loro input dall’inizio dei progetti forniti da funzioni orizzontali.
Vale la pena considerare le 4 precisazioni emesse recentemente dall’SMB IEC (Standardization Management Board).
1) Utilizzo di Norme orizzontali da parte dei Comitati di prodotto
Ai Comitati di prodotto è fortemente raccomandato di utilizzare le pubblicazione di base ogniqualvolta possibile. Le eccezioni a questo principio generale sono riportate nell’articolo 5 della Guida 108:
- Quando le Norme di base appropriate non sono referenziate nelle Norme di prodotto, ai segretari dei Comitati di Prodotto è richiesto di riportare queste eccezioni all’SMB, indicando le ragioni del mancato riferimento a tali Norme.
- Nel caso in cui non fosse praticabile per un Comitato di prodotto adattare immediatamente le proprie Norme ad una Norma di base nuova o revisionata, questa adozione dovrebbe quantomeno essere prevista quando la Norma di prodotto verrà prossimamente modificata (paragrafo 5.2.2 della Guida 108).
2) Scambi di informazioni su nuovi progetti tra COMITATI ORIZZONTALI e COMITATI di PRODOTTO
E’ fortemente raccomandato migliorare la cooperazione tra Comitati orizzontali e Comitati di prodotto, specialmente a partire dalle fasi iniziali della preparazione di Norme orizzontali, in modo da assicurare la trasparenza del processo di sviluppo delle Norme di base. In particolare :
- I Comitati orizzontali dovrebbero indicare, sulle Proposte di Nuovo Lavoro (NP), quei Comitati di prodotto interessati e cercare candidati appropriati per partecipare ai lavori.
- I TC/SCs di prodotto sono incoraggiati a fare commenti ai NP e alle revisioni predisposte dai TCs/SCs orizzontali.
- Ai membri e ai responsabili dei Comitati di prodotto viene richiesto di utilizzare il prodotto “my IEC” che notificherà loro i documenti emessi dai Comitati orizzontali di loro interesse.
- TCs/SCs di prodotto sono incentivati a stabilire connessioni con i TC/SCs orizzontali, tramite propri esperti, che vanno confermati dai Comitati Nazionali, ai Working Group di interesse di questi TC/SC. Si raccomanda che la composizione di tali WG sia limitata.
- Gli esperti dei TC/SCs di prodotto, membri dei WGs di TCs/SCs orizzontali, devono essere inclusi nella lista di circolazione dei documenti di questi WGs.
- A scopo di coordinamento, gli esperti riporteranno ai loro TCs/SCs ed evidenzieranno potenziali problemi.
4) Assegnazione delle FUNZIONI ORIZZONTALI e di promozione della normativa di base
La Guida 108 :
- indica come le funzioni orizzontali siano assegnate dall’ SMB;
- fornisce precisi suggerimenti ai Comitati orizzontali e di prodotto con riferimento alla loro relazione/loro contatti;
- fornisce suggerimenti generali su argomenti di valenza orizzontale;
- indica che la lista dei TC/SCs e delle loro funzioni orizzontali, con collegamenti alle Norme e ai loro programmi di lavoro, è disponibile sulla pagina WEB della IEC.
5) Partecipazione dell’industria nei TCs/SCS ORIZZONTALI
E’ noto che non tutti i settori industriali partecipano attivamente al lavoro dei TCs orizzontali.
Nonostante ciò l’industria, quando sviluppa dei prodotti, ha bisogno di conoscere i requisiti previsti dalla Norma di base. Il coinvolgimento dell’industria nei lavori orizzontali è particolarmente importante negli stadi iniziali di sviluppo delle Norme orizzontali, in quanto fornire gli input dai Comitati di prodotto a livello iniziale, aiuterebbe a soddisfare le necessità dei TCs/SCs di prodotto.
CONCLUSIONI
E’ facile prevedere che ci sarà un incremento mondiale dell’utilizzo di prodotti elettrotecnici in molte aree di applicazione (e.g. IT systems, costruzioni, trasporti, ecc…), e i prodotti elettrotecnici presentano 2 pericoli potenziali: trasportano energia e possono essere una sorgente di innesco, ed inoltre possono essere una via preferenziale per la propagazione dell’incendio.
Il CT 89 intende stabilire le basi per la Valutazione del Pericolo da Incendio (FHA) e per metodi di prova che forniscano dati basati sulla prestazione (performance based data) in un formato adatto al loro utilizzo nel settore dell’Ingegneria della Sicurezza all’ Incendio (FSE).
Allegato A
General guidance
| CEI EN 60695-1-1 |
“Prove relative ai pericoli di incendio. Parte 1-1: Guida per la valutazione dei pericoli di incendio dei prodotti elettrotecnici. Guida generale” |
| CEI EN 60695-1-30 |
“Prove relative ai pericoli di incendio. Parte 1-30: Guida per la valutazione dei pericoli di incendio dei prodotti elettrotecnici - Utilizzo delle procedure di prova di preselezione” |
| IEC 60695-1-40 |
“Guidance for assessing the fire hazard of electrotechnical products - Insulating liquids” |
| CEI EN 60695-4 |
“Prove relative ai rischi di incendio - Parte 4: Terminologia relativa alle prove sui rischi di incendio dei prodotti elettrotecnici” |
| UNI CEI 13943 |
“Sicurezza in caso di incendio – Vocabolario” |
Glowing test methods (60695-2-…)
| CEI EN 60695-2-10 |
“Prove relative ai rischi di incendio. Parte 2-10: Metodi di prova al filo incandescente. Apparecchiatura di prova al filo incandescente e procedura comune di prova” |
| CEI EN 60695-2-11 |
“Prove relative ai rischi di incendio. Parte 2-11: Metodi di prova al filo incandescente. Metodi di prova dell'infiammabilità per prodotti finiti” |
| CEI EN 60695-2-12 |
“Prove relative ai rischi di incendio. Parte 2-12: Metodi di prova al filo incandescente. Metodi di prova dell'infiammabilità per materiali” |
| CEI EN 60695-2-13 |
“Prove relative ai rischi di incendio. Parte 2-13: Metodi di prova al filo incandescente. Metodi di prova dell'incendiabilità per materiali” |
| IEC 60695-2-20 |
“Glowing/Hot wire based test methods – Hot-wire coil ignitability: Apparatus, test method and guidance” |
Corrosion & smoke (60695-5-…/60695-6-…)
| CEI EN 60695-5-1 |
“Prove relative ai rischi di incendio. Parte 2: Effetti di danneggiamento dovuti alla corrosione degli effluenti da incendio - Guida generale” |
| IEC 60695-5-2 |
“Corrosion damage effects of fire effluent - Summary and relevance of test methods” |
| CEI EN 60695-6-1 |
“Prove relative ai rischi di incendio. Parte 6-1: Opacità dei fumi - Guida generale” |
| IEC 60695-6-2 |
“Smoke obscuration - Summary and relevance of test methods” |
| IEC 60695-6-30 |
“Determination of smoke opacity. Description of the apparatus” |
| IEC 60695-6-31 |
“Smoke obscuration - Small-scale static test – Materials” |
Toxicity (60695-7-…)
| IEC 60695-7-1 |
“Guidance on the minimization of toxic hazards due to fires involving electrotechnical products - Section 1: General” |
| IEC 60695-7-2 |
“Toxicity of fire effluent - Summary and relevance of test methods” |
| IEC 60695-7-3 |
“Toxicity of fire effluent - Use and interpretation of test results” |
| IEC 60695-7-50 |
“Toxicity of fire effluent - Estimation of toxic potency - Apparatus and test method” |
| IEC 60695-7-51 |
“Toxicity of fire effluent - Estimation of toxic potency: Calculation and interpretation of test results” |
Surface spread of flames & resistance to heat
| CEI EN 60695-9-1 |
“Prove relative ai rischi di incendio. Parte 9-1: Propagazione della fiamma in superficie - Guida generale” |
| IEC 60695-9-2 |
“Surface spread of flame - Summary and relevance of test methods” |
| IEC 60695-10-2 |
“Method for testing products made from non-metallic materials for resistance to heat using the ball pressure test” |
| CEI EN 60695-10-3 |
“Prove relative ai rischi di incendio. Parte 10-3: Calore anormale - Prova di deformazione per rilascio dei tensionamenti da stampaggio” |
Test flames (60695-11-…)
| IEC 60695-11-3 |
“Test flames - 500 W flames - Apparatus and confirmational test methods” |
| IEC 60695-11-4 |
“Test flames - 50 W flames - Apparatus and confirmational test methods” |
| CEI EN 60695-11-5 |
“Fiamme di prova - Metodo di prova della fiamma con ago - Guida, disposizione per le prove di verifica e apparecchiatura” |
| CEI EN 60695-11-10 |
“Prove relative ai rischi di incendio. Parte 11-10: Fiamme di prova - Metodi di prova con fiamma verticale ed orizzontale da 50 W” |
| CEI EN 60695-11-20 |
“Prove relative ai rischi di incendio. Parte 11-20: Fiamme di prova - Metodi di prova con fiamma da 500 W” |
| IEC 60695-11-30 |
“Test flames - History and development from 1979 to 1999” |
| IEC 60695-11-40 |
“Test flames - Confirmatory tests – Guidance” |
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