L’impatto ambientale ed energetico del veicolo elettrico

si veda anche:
 

                


I veicoli elettrici a batteria non producono nel punto di utilizzo alcuna emissione inquinante. D’altra parte, la produzione dell’energia elettrica necessaria alla ricarica delle batterie (quantomeno la parte prodotta nelle centrali termoelettriche) produce inevitabilmente inquinamento, anche se lontano dalle città ed immesso nell’atmosfera attraverso camini di grande altezza che ne assicurano un’ampia diluizione prima della ricaduta al suolo (si stima che ricada al suolo qualche frazione di percento della quantità emessa). Tuttavia, anche senza tenere conto di tale diluizione e della possibilità di ricariche notturne, con energia elettrica prodotta dagli impianti più efficienti (quelli che alimentano il così detto carico di base), il confronto delle emissioni complessive per i diversi tipi di motorizzazione (elettrica, diesel, benzina, gas) conduce a risultati decisamente favorevoli alla soluzione elettrica.

Anche la presenza delle batterie non pone problemi ambientali significativi. Un recente studio condotto per conto della UE (SUBAT – Sustainable Batteries) ha evidenziato che, per le batterie moderne applicabili ai veicoli elettrici, il livello di inquinamento ambientale prodotto da un percorrenza di 180.000 km (quindi in una decina di anni) è dell'ordine di un centinaio di  eco-indicator point  (1 eco-indicator point rappresenta la millesima parte dell'inquinamento annuale prodotto dal cittadino medio europeo), ed ha quindi effetti ambientali paragonabili a quelli prodotti in un mese dal complesso delle attività di un cittadino europeo.

Ma anche se paradossalmente venissero utilizzate solamente batterie al piombo - ipotesi palesemente irrealistica - un milione di veicoli elettrici così equipaggiati utilizzerebbe una quantità di piombo drasticamente inferiore a quello delle batterie di avviamento di tutti i veicoli del parco automobilistico nazionale; quindi, nessun serio aggravio né in termini di produzione né di smaltimento (l’Italia è tra l’altro uno dei pochi paesi che già attua per legge il riciclaggio integrale delle batterie esauste, attraverso il Consorzio Obbligatorio COBAT ed altri soggetti ancora).  Per di più, è evidente che una penetrazione consistente di veicoli elettrici nel medio-lungo periodo farebbe ricorso a batterie innovative intrinsecamente più “pulite”. Le batterie sodio-cloruro di nichel ad esempio, già oggi disponibili, sono riciclabili al 100% fornendo come prodotto materiali direttamente utilizzabili dall’industria degli acciai inossidabili, e parimenti riciclabile al 100% è la filiera delle litio-ioni.  

Infine, è da valutarel’impatto sui consumi elettrici. Un milione di veicoli elettrici (il target realisticamente raggiungibile è di alcuni milioni, qualche percento del parco veicoli nazionale) incrementerebbe i consumi elettrici di circa 5000 MWh al giorno, meno dello 0,8% di quelli totali (un’auto elettrica consuma al chilometro meno di due lampadine da 100 Watt accese per un’ora), e non comporterebbe la costruzione di alcuna nuova centrale: tali consumi verrebbero assorbiti durante la notte, quando gli altri carichi elettrici sono modesti e c’è una forte  riserva di capacità  produttiva, che verrebbe utilizzata favorendo anche l’economicità del sistema di produzione elettrica. A grandi linee, questa riserva di capacità produttiva, nelle “valli” notturne del diagramma dei prelievi elettrici, sarebbe sufficiente alla ricarica di circa 4 milioni di veicoli elettrici. E un’introduzione in tale misura darebbe un contributo tutt’altro che marginale agli impegni assunti col protocollo di Kyoto.

Sotto tutti gli aspetti finora considerati (emissioni di gas serra, inquinamento locale, consumi energetici e svincolamento dal petrolio), i veicoli ibridi, muniti di doppia motorizzazione elettrica ed endotermica così da superare il problema della limitata autonomia della batteria, si collocano naturalmente in posizione intermedia tra quelli convenzionali e quelli a batteria, in misura quantitativamente dipendente dal “livello di ibridazione” e dalle modalità d’uso. Maggiori informazioni sono riportate nel capitolo  sulle tecnologie.