Cosa possono fare i Comuni
per l'auto elettrica ?
Gli interventi per stimolare una concreta diffusione del veicolo elettrico possono riguardare la riduzione dei costi percepiti dall'acquirente (attraverso contributi all'acquisto, agevolazioni fiscali, tarifficazioni privilegiate), che sono nella sfera di azione dello Stato centrale o delle Regioni, o la creazione di condizioni operative che rendano attraente questa categoria di automezzi (agevolazioni in materia di circolazione e di parcheggio).
In Italia sono già stati attuati, o sono nell'aria, incentivazioni di tipo finanziario da parte dello Stato e delle Regioni; assai meno frequenti, e meno incisivi, sono stati finora gli interventi nel campo delle agevolazioni operative, che rientrano nella sfera delle discrezionalità delle Amministrazioni comunali.
Un'azione sinergica delle due componenti, finanziaria e operativa, costituisce certamente la combinazione più producente per ottenere un maggior consenso da parte dell'utilizzatore finale. In questo momento, molto potrebbe essere fatto dalle Amministrazioni:
In quanto tra i soggetti che di regola sono più facilmente ammessi ai contributi pubblici (Stato e Regioni) per l'acquisto di veicoli a basso impatto ambientale, i Comuni e le aziende municipalizzate che ad essi fanno capo potrebbero dare un segnale di forte interesse stimolando al proprio interno una consistente adozione di veicoli elettrici.
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Parimenti importante
sarebbe l'incoraggiare l'introduzione del veicolo elettrico nell'ambito del privato (le
"seconde" auto delle famiglie), cosa questa che si scontra con non facili
problemi di tipo culturale. Un contributo in questo senso verrebbe dalla realizzazione di
una rete sperimentale di stazioni di noleggio pubblico di auto elettriche, che
consentirebbe da una parte di sperimentare tale forma innovativa di trasporto pubblico, e
dall'altra di incidere sui comportamenti dei privati attraverso la forte valenza
informativa e pedagogica che deriverebbe dalla estesa visibilità dei mezzi e dalla
familiarizzazione della cittadinanza con gli stessi.
I Comuni potrebbero infine incoraggiare
una maggior diffusione del veicolo elettrico da parte di tutte le categorie di soggetti,
contribuendo a colmare il divario tra svantaggi individuali e vantaggi
collettivi che penalizza oggi chi sceglie tale mezzo. Tra le azioni nella sfera delle
competenze e prerogative delle Amministrazioni comunali possono citarsi a titolo di
esempio:
ladozione di misure privilegiate per laccesso alle zone a traffico limitato e per il parcheggio;
l'accesso a corsie preferenziali;
la realizzazione di parcheggi muniti di colonnine di ricarica pubbliche;
la libera circolazione dei mezzi elettrici nei periodi di restrizione del traffico per motivi di inquinamento (le leggi a favore dei veicoli elettrici varate dalle Regioni Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Marche già fanno obbligo di escludere i veicoli elettrici da tali restrizioni).
La CIVES, organismo super partes in quanto espressione della totalità delle categorie del settore, dallindustria agli utilizzatori finali, dagli enti normativi alle strutture pubbliche, è a disposizione dei Comuni per ogni approfondimento in materia e per ogni possibile forma di collaborazione.
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